Molte volte ci chiediamo se le mappe che compriamo durante una gita, i Tuttocittà e le cartine trovate sulle tovagliette dei ristoranti siano realmente necessarie e pensate secondo le esigenze di chi in quel momento deve usarle, o se non fosse meglio fidarsi del proprio senso dell’orientamento e procedere secondo l’istinto, la memoria fotografica e la fiducia nel prossimo.
A chi non è capitato di disegnare delle mappe per dare delle indicazioni stradali, monumenti di sintesi di forme e concetti, né più né meno di quello che è necessario saper trovare la destinazione. Minimalismo e forme geometriche, qualche curva accennata e il gioco è fatto; destra, sinistra, semafori, incroci, non la prima, ma la seconda a sinistra ed eccoci arrivati.
A questo proposito segnalo il lavoro di Eric Brightwell che è un esempio di come queste piccole mappe che ognuno di noi almeno una volta ha fatto a mano, diventano quasi “maniera”, forse per capire le dimensioni di un territorio bisogna disegnarle da sé.
Come è possibile visualizzare a pieno nel link qui, mappe colorate fatte a mano, che Brightwell ha realizzato principalmente per un’esigenza personale. Nella mia particolare esperienza, mi trovo molto più a mio agio con queste rappresentazioni, piuttosto che con carte geografiche stampate più precise e dettagliate.
Inoltre Brightwell aggiorna periodicamente il suo Blog dove è possibile trovare informazioni sui luoghi da lui visitati con le rispettive mappe precedentemente realizzate.
Eric Brightwell, nativo del Missouri e trapiantato a Los Angeles, per molti anni ha creato le sue mappe a mano disegnando con amore i luoghi del sud della California. Le mappe hanno una dimensione standard di 8,5 x 11 cm e finora ne ha realizzati oltre 100.
Silvia Agozzino




Thank you for your interest! I’m not having an art show of 40 my maps (which now number over 100).
http://www.1650gallery.com/pendersleigh2011_exhibition.php