Perdersi – l’uomo senza ambiente

Tracciando confini, separando lo spazio ‘addomesticato’ da quello selvaggio, edificando villaggi e città, gli uomini hanno da sempre orientato se stessi e l’intero universo. Oggi, invece, parlare di insediamenti umani e di ‘perdersi’ implica dare testimonianza dello sconquasso del mondo dovuto a sempre maggiori situazioni di diaspora e di emigrazione e al costituirsi di forme di cittadinanza nuove. Un libro originale e sorprendente che, come scrive Gianni Vattimo nella prefazione, “muovendo da una riflessione essenzialmente antropologica e ‘scientifico-positiva’, ritrova la tematica centrale della filosofia contemporanea”.

“Oggi le discipline dell’abitare ci hanno educato ad una distanza tra noi ed il nostro intorno. Per visualizzarlo abbiamo bisogno di stenderlo su due dimensioni, o farne una miniatura. Nelle culture dell’abitare la percezione della forma dello spazio è già una «mente locale» di esso, un senso delle forme e presenze.”

” Come le culture orali sono espressioni di una facoltà umana di parola, la «mente locale» è l’espressione della facoltà di abitare.”

“Perdersi, l’uomo senza ambiente” – Franco La Cecla – Editori Laterza

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