Mappe come romanzi

L’analogia tra mappa e racconto è fortissima.
Peter Turchi (Maps of the imagination, 2004) sostiene che il processo che porta alla produzione di una mappa è il medesimo che porta alla scrittura
di un romanzo. Così come in un racconto, infatti, ogni mappa ha una trama (l’oggetto della narrazione), una serie di personaggi che interagiscono
in un contesto (gli elementi della visualizzazione), un narratore interno o esterno (la focalizzazione), una morale o una conclusione (il messaggio contenuto
nella mappa).
Dunque operare questa analogia comporta considerare la componente narrativa di ogni mappa come primaria, fondante. La mappa, dunque, è intesa soprattutto come un “sistema di affermazioni” (Wood, 2004).
Narrativa e cartografia sono processi che in maniera simile partono
da un’esplorazione e giungono alla presentazione di una storia,
e le tecniche retoriche impiegate sono dello stesso tipo.
Ogni romanzo genera la mappa di un mondo condiviso da autore e lettore.
Allo stesso tempo ogni mappa produce un racconto sul territorio,
una serie di significati, che una volta condivisi dall’osservatore divengono vettori di senso.

Luigi Farrauto

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